Kopački rit – Natura incontaminata a pochi passi dal chiasso cittadino

Erschienen in: Croatia,Parco naturale,Turismo
Erschienen am: 14.09.2010

Il Parco naturale di Kopački rit si stende su una superficie di 23.230 ettari, solo pochi chilometri da Osijek. Si tratta di un territorio unico nell'Europa perché ospita la più grande zona di fregola di numerose specie ittiche, habitat naturale dei caprioli, i famosi cervi di Belje, castori, lontre, cinghiali e selvaggina pennuta, un vero e proprio paradiso ornitologico. Nel Kopački rit ci sono 293 tipi di uccelli, il che rappresenta 78 per cento del totale ornitofauna della Croazia. Vi sono anche 44 specie di pesce e più di duemila organismi biologici, tra cui numerosi rarissimi a livello mondiale o in via d'estinzione. Una singolarità del parco sono gli uccelli che nidificano in colonie piuttosto numerose, nonché le rarissime specie in via d'estinzione come la cicogna nera e l'aquila di mare.

Il Kopački rit è un “laboratorio” naturale di valore inestimabile che di anno in anno attira sempre più visitatori che trovano a loro disposizioni i sentieri educativi per passeggiate lunghe diversi chilometri, dotati di numerosi punti info con le fotografie e le informazioni fondamentali sulle più importanti specie vegetali e animali presenti nel parco.

Si tratta di una naturale area paludosa di grande valore, una delle rarissime oasi nell'Europa, che rappresenta un esempio straordinario del principio e dell'evoluzione dell'ecosistema paludoso e le aree alluvionali. Nel 1967 il Kopački rit è stato protetto sotto la forma della riserva naturale con lo scopo di salvaguardare il suo ecosistema, la grande diversità biologica e il valore ecologico della palude. Nove anni più tardi una parte ristretta della riserva di 7700 ettari ha ottenuto lo stato della riserva zoologica speciale, mentre la parte restante è proclamata parco naturale. L'importanza internazionale del Kopački rit trova la conferma nel 1989 quando l’area viene inserita tra le importanti zone ornitologiche e di seguito nel 1993 ottenne lo stato di Zona umida d'importanza internazionale.

Nel cuore del Parco naturale si trova il castello Tikveš, un interessante complesso abitativo dove è possibile affittare stanze.
Source: Croatia.hr

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Per le festività natalizie tutti al Santuario del Presepio vivente

Erschienen in: Croatia,Cultura,Slavonia
Erschienen am: 04.12.2008

Ad Aljmaš, noto santuario mariano della Croazia orientale, per il secondo anno consecutivo sarà allestito un presepio vivente. La sacra rappresentazione avrà luogo alla Vigilia di Natale, il giorno di Natale, il 26 dicembre ed il giorno dell’Epifania (6 gennaio 2009). Il presepio, simbolo della mangiatoia nella quale fu deposto il bambinello dopo essere venuto alla luce nella grotta di Betlemme, fa parte della tradizione natalizia più antica. Sebbene la consuetudine d’allestire il
presepio vivente, ispirata ad un fatto avvenuto oltre duemila anni fa, sia presente in alcuni paesi da più di due secoli, l’evolversi degli eventi storici ha voluto che in Croazia fosse introdotta soltanto di recente.

Il primo presepio vivente è stato allestito, alcuni anni fa, davanti al sagrato della Cattedrale di Zagabria, poi ad Osijek e, dallo scorso anno, anche nel Santuario di Aljmaš dedicato alla Madonna della Consolazione. La regione di Aljmaš, che deve la propria notorietà soprattutto al santuario mariano, col progetto del presepio vivente desidera sottolineare la dimensione spirituale delle festività natalizie. Il primo presepio vivente è stato allestito l’anno scorso grazie all’impegno di una cinquantina tra volontari e donatori al motto “Seguite la stella cometa di Aljmaš”. Sulla Piazza bra?e Radi?, oltre al presepio, saranno allestiti anche diversi spazi espositivi con tutto il patrimonio etnografico locale, che comprende la produzione di prodotti artigianali e di dolci natalizi, diversi laboratori per imparare a realizzare le corone di paglia tipiche del periodo dell’Avvento, ed officine artigiane in rappresentanza degli antichi mestieri. L’atmosfera natalizia sarà resa ancora più solenne da una serie di concerti che si terranno all’interno della chiesa. Con un occhio di riguardo alla dimensione spirituale della festa, lo scopo primario è quello di creare un’offerta d’eventi e manifestazioni capace di attrarre l’attenzione dei turisti non solo a Natale, ma tutto l’anno. Alla preparazione del programma partecipano l’Agenzia di democrazia locale, l’Ufficio turistico del comune di Erdut, il Comune di Erdut e l’Ufficio parrocchiale di Aljmaš. Il territorio e la storia di Aljmaš vantano tre importanti chiese: la prima è del 1697, la seconda del 1708, mentre la terza risale al 1846. Aljmaš diventa ufficialmente luogo di pellegrinaggio nel 1704. La fondazione del Santuario mariano avvenne ad opera dei Gesuiti, i quali vi portarono una statua raffigurante la Vergine proveniente dalla località di Lugo (Laško) Baranja. Proclamata parrocchia nel 1807, nel 1857 il vescovo Strossmayer donò al Santuario una nuova statua della Madonna, realizzata a Vienna (che è poi quella attuale). Durante l’ultima Guerra per la Patria, la statua fu trasportata e custodita ad Osijek, per poi fare ritorno ad Aljmaš nel 1998. L’anno successivo venne dato il via ai lavori di costruzione della nuova chiesa del Santuario, la terza in tre secoli. La fine dei lavori di costruzione e la sua consacrazione, avvenute nel 2004, sono coincise con la celebrazione del tricentenario della fondazione del Santuario. Nel 2006 sul monte alle spalle di Aljmaš, nell’ambito del Calvario che i Gesuiti eressero nel lontano 1726 ma che, nei secoli, subì varie distruzioni e devastazioni, è stato realizzato e consacrato un percorso della Via Crucis lungo ben 480 metri e pavimentato con mattonelle in calcestruzzo. Lungo il percorso sono state piazzate 14 grandi croci di rovere in ricordo delle altrettante stazioni della Via crucis, ognuna corredata dal testo della stazione inciso su una lastra di marmo. I lavori di costruzione del santuario sono completamente terminati nel 2007 ed hanno compreso la realizzazione di un nuovo piazzale per i pellegrini, diversi confessionali, uno spazio comune, una cappella, una sala, un negozio per la vendita di souvenir ed un blocco di servizi igienici. Oltre alle opere di pavimentazione dell’area, s’è provveduto alla sistemazione del verde attorno al santuario, arricchito con tante siepi decorative e piante da fiore. Aljmaš, tra i santuari più importanti della Croazia, è un luogo di preghiera e pellegrinaggio che richiama ogni anno circa 100.000 fedeli, soprattutto il15 agosto, giorno della festa dell’Assunta. Per chi non lo sapesse, il paese di Aljmaš, centro turistico particolarmente noto tra gli amanti degli ambienti rurali, della caccia e della pesca, fu menzionato per la prima volta in un documento scritto della prima metà del XIV secolo e deriva il proprio nome dalla parola ungherese  “alma” che significa “mela”.

Source: press.croatia.hr

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Croatia Blog - 21.05.2012
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