Baranja: Il ritorno alla natura e alla tradizione

Erschienen in: Croatia, Slavonia
Erschienen am: 07.09.2009


La tradizione, le ricchezze naturali, la possibilità di una vacanza attiva e una ricca offerta gastronomica sono valori sui quali è fondata l'ospitalità della Baranja, la regione situata nell'est della Croazia. Nella trasformazione della zona in prodotto turistico un ruolo importante è rivestito dalla Comunità agrituristica Bilje plus. Offrendo servizi nel turismo rurale, terapeutico, congressuale, sportivo e di altro tipo, questa comunità ha ospitato, fino ad oggi, circa dieci mila ospiti provenienti soprattutto dall'estero. Accanto a cinque impianti con un totale di circa cinquanta unita ricettive, che i membri di questa comunità hanno destinato all'affitto per i turisti, una grande attenzione è dedicata alla tradizione, alla sana alimentazione e ai contenuti ricreativi. Nel desiderio di creare un prodotto turistico quanto più attraente per gli ospiti, i membri della comunità si appoggiano a ristoranti e aziende agricole assicurando in questo modo un servizio turistico autentico e di qualità.Per l'esplorazione di attrazioni e bellezze naturali del parco naturale e dell'area con importanza ornitologica – Kopacki rit, Bilja e tutta la Baranja ­ il mezzo di trasporto ideale è senza dubbio la bicicletta che i turisti possono noleggiare dai propri locatari. A tutto questo si aggiunge anche la ricca tradizione di questa regione e il benvenuto di cuore che distingue i locali. I complimenti di ospiti che hanno gia visitato questa zona come anche il sempre maggiore interesse di quelli nuovi fa prevedere che Baranja si è assicurata un meraviglioso futuro turistico.
Source: Croatia.hr

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Per le festività natalizie tutti al Santuario del Presepio vivente

Erschienen in: Croatia, Cultura, Slavonia
Erschienen am: 04.12.2008

Ad Aljmaš, noto santuario mariano della Croazia orientale, per il secondo anno consecutivo sarà allestito un presepio vivente. La sacra rappresentazione avrà luogo alla Vigilia di Natale, il giorno di Natale, il 26 dicembre ed il giorno dell’Epifania (6 gennaio 2009). Il presepio, simbolo della mangiatoia nella quale fu deposto il bambinello dopo essere venuto alla luce nella grotta di Betlemme, fa parte della tradizione natalizia più antica. Sebbene la consuetudine d’allestire il
presepio vivente, ispirata ad un fatto avvenuto oltre duemila anni fa, sia presente in alcuni paesi da più di due secoli, l’evolversi degli eventi storici ha voluto che in Croazia fosse introdotta soltanto di recente.

Il primo presepio vivente è stato allestito, alcuni anni fa, davanti al sagrato della Cattedrale di Zagabria, poi ad Osijek e, dallo scorso anno, anche nel Santuario di Aljmaš dedicato alla Madonna della Consolazione. La regione di Aljmaš, che deve la propria notorietà soprattutto al santuario mariano, col progetto del presepio vivente desidera sottolineare la dimensione spirituale delle festività natalizie. Il primo presepio vivente è stato allestito l’anno scorso grazie all’impegno di una cinquantina tra volontari e donatori al motto “Seguite la stella cometa di Aljmaš”. Sulla Piazza bra?e Radi?, oltre al presepio, saranno allestiti anche diversi spazi espositivi con tutto il patrimonio etnografico locale, che comprende la produzione di prodotti artigianali e di dolci natalizi, diversi laboratori per imparare a realizzare le corone di paglia tipiche del periodo dell’Avvento, ed officine artigiane in rappresentanza degli antichi mestieri. L’atmosfera natalizia sarà resa ancora più solenne da una serie di concerti che si terranno all’interno della chiesa. Con un occhio di riguardo alla dimensione spirituale della festa, lo scopo primario è quello di creare un’offerta d’eventi e manifestazioni capace di attrarre l’attenzione dei turisti non solo a Natale, ma tutto l’anno. Alla preparazione del programma partecipano l’Agenzia di democrazia locale, l’Ufficio turistico del comune di Erdut, il Comune di Erdut e l’Ufficio parrocchiale di Aljmaš. Il territorio e la storia di Aljmaš vantano tre importanti chiese: la prima è del 1697, la seconda del 1708, mentre la terza risale al 1846. Aljmaš diventa ufficialmente luogo di pellegrinaggio nel 1704. La fondazione del Santuario mariano avvenne ad opera dei Gesuiti, i quali vi portarono una statua raffigurante la Vergine proveniente dalla località di Lugo (Laško) Baranja. Proclamata parrocchia nel 1807, nel 1857 il vescovo Strossmayer donò al Santuario una nuova statua della Madonna, realizzata a Vienna (che è poi quella attuale). Durante l’ultima Guerra per la Patria, la statua fu trasportata e custodita ad Osijek, per poi fare ritorno ad Aljmaš nel 1998. L’anno successivo venne dato il via ai lavori di costruzione della nuova chiesa del Santuario, la terza in tre secoli. La fine dei lavori di costruzione e la sua consacrazione, avvenute nel 2004, sono coincise con la celebrazione del tricentenario della fondazione del Santuario. Nel 2006 sul monte alle spalle di Aljmaš, nell’ambito del Calvario che i Gesuiti eressero nel lontano 1726 ma che, nei secoli, subì varie distruzioni e devastazioni, è stato realizzato e consacrato un percorso della Via Crucis lungo ben 480 metri e pavimentato con mattonelle in calcestruzzo. Lungo il percorso sono state piazzate 14 grandi croci di rovere in ricordo delle altrettante stazioni della Via crucis, ognuna corredata dal testo della stazione inciso su una lastra di marmo. I lavori di costruzione del santuario sono completamente terminati nel 2007 ed hanno compreso la realizzazione di un nuovo piazzale per i pellegrini, diversi confessionali, uno spazio comune, una cappella, una sala, un negozio per la vendita di souvenir ed un blocco di servizi igienici. Oltre alle opere di pavimentazione dell’area, s’è provveduto alla sistemazione del verde attorno al santuario, arricchito con tante siepi decorative e piante da fiore. Aljmaš, tra i santuari più importanti della Croazia, è un luogo di preghiera e pellegrinaggio che richiama ogni anno circa 100.000 fedeli, soprattutto il15 agosto, giorno della festa dell’Assunta. Per chi non lo sapesse, il paese di Aljmaš, centro turistico particolarmente noto tra gli amanti degli ambienti rurali, della caccia e della pesca, fu menzionato per la prima volta in un documento scritto della prima metà del XIV secolo e deriva il proprio nome dalla parola ungherese  “alma” che significa “mela”.

Source: press.croatia.hr

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La città dei “picoki”, centro europeo d’eccellenza

Erschienen in: Croatia, Cultura, Slavonia
Erschienen am: 20.11.2008

La città di Durdevac, località della Podravina, e la sua leggenda legata ai “Picoki”, sono state inserite in una rete di 20 destinazioni europee che curano in modo particolare il loro patrimonio culturale immateriale. Per questo motivo, nell’ambito del Forum Europeo del Turismo, Durdevac è stata premiata con una targa-ricordo ed una scultura in cristallo denominata “Eden”.

Questo riconoscimento – com’è stato detto in occasione della cerimonia di premiazione – viene assegnato alle destinazioni distintesi nel campo turistico e che, come tali, costituiscono la base per un efficace interscambio di esperienze a livello europeo. Durdevac, città della Podravina (regione della Croazia nord-occidentale), è giunta al Forum Europeo del Turismo per aver vinto il concorso nazionale “Destinazione europea d’eccellenza turistica”. Questa città della Contea Koprivnicko-križevacka (di Koprivnica e Križevci) vanta tutta una serie di contenuti d’interesse turistico e tante manifestazioni legate alle tradizioni locali, la più nota delle quali è senz’altro la “Picokijada”, nel giugno di quest’anno giunta alla sua 40º edizione. La “Picokijada”, nell’ambito della quale si svolgono tanti eventi di cultura, svago e gastronomia, è basata sulla leggenda dei “Picoki”, un racconto che parla del coraggio e dell’astuzia degli abitanti di Durdevac i quali, per rompere l’assedio dell’esercito turco alla città, s’inventarono un ingegnoso sotterfugio. Non essendo riuscito con la forza a conquistare la fortezza, l’esercito dell’Ulama-beg turco decise di stringere pazientemente d’assedio il centro abitato, affamando così la popolazione chiusa dentro le mura. E quando il comandante turco pensava di essere ad un passo dalla vittoria, accadde l’imprevisto. Consigliata da una scaltra vecchina, la gente di Durdevac sparò con un cannone sui soldati turchi l’ultimo galletto rimasto. I turchi interpretarono questo gesto come segno dell’abbondanza delle riserve di cibo a disposizione degli assediati, e decisero di ritirarsi, gettando su di loro una maledizione e ribattezzandoli “picoki” (cioè “galletti”). La leggenda è ancora viva, e questo grazie all’amore della gente di Durdevac per la tradizione…

Source: press.croatia.hr

 

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Un villaggio-hotel con soltanto un’ottantina di posti-letto

Erschienen in: Croatia, Cultura, Slavonia, Turismo
Erschienen am: 12.11.2008

Il villaggio eco-etnologico di Stara Kapela sorge ai piedi della Dilj gora, lungo il confine che divide le contee Brodsko-posavska (di Slavonski Brod e della Posavina) e Požeško-slavonska (di Požega e della Slavonia). Unico per la sua singolarissima architettura e per la quiete del suo stile di vita tipicamente rurale, visitandolo avrete l’illusione di trovarvi nel bel mezzo della campagna croata di più di cento anni fa. Senza automobili e lontana dal segnale delle reti di telefonia mobile, Stara Kapela propone una storia diversa dal solito, nella quale non c’è posto per la frenesia e lo stress della vita moderna e dove si convive in armonia con la natura e con i valori della tradizione. Il paesino è stato completamente restaurato in base allo stile e con i materiali tipici dell’area. I lavori di restauro hanno curato ogni dettaglio: mentre ogni casa si presenta nel suo antico splendore, le vie del paese sono state illuminate da lampioni sorretti da pali di legno, ai quali sono stati appesi cartelli che riportano i versi dei più grandi poeti croati.

Grazie all’associazione “Etno-eko selo”, che ha promosso la rinascita di Stara Kapela, s’è provveduto al recupero di tanti mobili d’antiquariato ed antichi utensili ed attrezzi d’uso domestico che rievocano la vita quotidiana dei nostri avi. Il villaggio è stato inoltre dotato di un itinerario da percorrere a piedi o in bicicletta, lungo ben 13 chilometri e con sei aree di sosta. Lungo il percorso sono state realizzate anche quattro repliche delle tipiche torri d’avvistamento d’origine turca, le cosiddette “?ardake”. In ragione delle 120 specie botaniche e delle 80 specie animali censite in questo territorio, lungo il percorso sono stati piazzati cartelli informativi riportanti il nome in croato ed in latino delle varie specie presenti. Il villaggio, oggi, conta soltanto 19 abitanti, ai quali molto presto andranno ad aggiungersi anche alcuni artisti che hanno acquistato
gli antichi poderi abbandonati del paese con l’intenzione di trasformarli in atelier e gallerie d’arte. Il programma di sviluppo di Stara Kapela è legato anche all’apertura di un parco tematico ispirato agli antichi mestieri ed alla realizzazione di un giardino tipicamente rurale con piante e fiori autoctoni. Stara Kapela, inoltre, nutre l’ambizioso sogno di diventare, entro il 2009, un modello di villaggio-hotel con un’ottantina di posti-letto in tutto. Le capacità ricettive attuali si riducono a 14 posti-letto, numero che, entro la fine dell’anno, sarà portato ad una quarantina d’unità. Questo genere d’intervento, teso a riportare Stara Kapela all’antico splendore, richiede tanto tempo e tanti sforzi. I risultati, tuttavia, sono davanti agli occhi di tutti: Stara Kapela è diventata una vera e propria perla turistica distante da Zagabria soltanto 170 chilometri.

Source: press.croatia.hr

 

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Il patrimonio della Barania nell’offerta turistica

Erschienen in: Croatia, Cultura, Slavonia, Turismo
Erschienen am: 01.11.2007

Baranja

Con l’obiettivo di rinnovare il patrimonio della tradizione e di metterlo in funzione del turismo, nell’intera ragione della Barania, situata nell’estremità nord-orientale del Paese, quest’anno inizierà la realizzazione di una decina di nuovi progetti turistici.

Uno dei più interessanti è senz’altro il progetto denominato “La via etnica dei tempi andati”, alla cui sistemazione si lavora già da tempo. Si tratta di una via del paese di Karanac, proprio nel cuore della Barania, conosciuto al turismo per la sua interessante offerta agrituristica. La protagonista dell’iniziativa è la famosa “Casa della Barania” (orig. Baranjska kuca), azienda agrituristica alle spalle della quale è in corso la sistemazione della già menzionata “via dei ricordi”. È al titolare della “Casa della Barania”, spinto dal desiderio di ampliare la propria offerta turistica, che si deve la nascita del progetto; a breve, lungo la via, si potranno ammirare i tradizionali granai della Slavonia (gli ambari) e le botteghe della tradizione artigiana di un tempo: quella del fabbro, fatta di fango, dei venditori di ghiaccio, dei pentolai e dei falegnami. Con l’apertura di un’altra bottega da fabbro, Karanac potrà a buon diritto fregiarsi dell’epiteto di “paese etnico” per antonomasia della Slavonia.

Tra gli altri progetti turistici, degna di nota è la ristrutturazione della tradizionale cantina vinicola del paese di Gajic planina.

Il maggiore investimento, però, interesserà l’opera di sistemazione della banchina d’approdo nel Parco naturale “Kopacki rit”. Si tratta dello spazio vicino alla banchina d’attracco, dove un tempo insisteva il vecchio ristorante “Komarac”: al fine di ampliare l’offerta turistica del Kopacki rit, vi si costruiranno una tettoia ed un belvedere per ammirare il panorama circostante.

Lavori in corso anche nel paese di Bilje, famosissima località del turismo rurale, dove è in programma la costruzione di una casa tipica della Barania, ed a Beli Manastir, dove si costruirà una vera Casa–museo etnico.

Fonte: ?Bordo del turista del Croatia?

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Città di cavalli lippizzani, merletti e vini da Messa

Erschienen in: Croatia, Cultura, Gastronomy, Slavonia, Turismo
Erschienen am: 23.10.2007

Unica per i suoi merletti, la cattedrale, i cavalli lippizzani ed i vini da Messa, Dakovo è il gioiello turistico della Slavonia orientale. La città è dominata dalla basilica di San Pietro, eretta nel 1882 con due campanili alti 84 metri. La sua costruzione risale all’epoca del vescovo Josip Juraj Strossmayer, il quale, dando impulso all’edilizia (non solo ecclesiastica), ha contribuito fortemente allo sviluppo della diocesi di Dakovo. Oltre a Strossmayer, altri vescovi lasciarono un segno importante della loro opera nella città nel corso dei 760 anni della sua storia. E così, ad esempio, il Seminario gesuitico, il primo istituto scolastico superiore della Slavonia, fu aperto al tempo del vescovo Antun Mandic.

Nelle immediate vicinanze della cattedrale, poi, suscita grande interesse una cantina vinicola con i suoi celebri vini da Messa, da gustare come delizie nelle occasioni speciali: fanno bella mostra di sé, infatti, sulle tavole imbandite dei ricevimenti in occasione delle visite di Stato in Croazia, oppure alle presentazioni che l’Ente Nazionale Croato per il Turismo organizza in tutto il mondo per gli operatori turistici ed i rappresentanti dei mass media.

L’antico centro storico, realizzato in stile storicistico e secessionista, oggi affascina un numero sempre maggiore di turisti, provenienti da Budapest a bordo di grandi navi da crociera per le acque del Danubio. Una volta a Dakovo, non si può fare a meno di visitare la Scuderia di Stato dei cavalli lippizzani, fondata nel 1506. Per la sua bellezza e grazia, fu ammirata anche dalla regina britannica Elisabetta, in visita alla scuderia nel 1972. Ogni anno i cavalli lippizzani sono presenti anche alla manifestazione turistico-culturale “I merletti di Dakovo”, che si tiene tradizionalmente a luglio oramai da 41 anni. Quest’evento ha già da tempo superato i confini nazionali e quest’anno ha richiamato decine di migliaia di spettatori ed artisti provenienti da ben cinque continenti. Con la sua tradizione, il famosissimo merletto, realizzato col filo dorato, e gli antichi mestieri, Dakovo offre ai turisti una gran varietà d’occasioni per una vacanza di qualità nell’ambiente tipico della Slavonia orientale.

Fonte: ?Bordo del turista del Croatia?

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Idillio bucolico nella piana di Kutjevo

Erschienen in: Croatia, Eccitamento, Slavonia, Turismo
Erschienen am: 19.10.2007

Ai piedi del Papuk, nella Contea Požeško-slavonska (di Požega e della Slavonia), nel cuore della valle di Kutjevo, c’è il paese di Vetovo e, accanto ad esso, un podere che attrae i turisti ininterrottamente da quasi vent’anni. Chi ha visitato, in questi anni, il podere “Schon Click”, spesso vi ha fatto ritorno, attratto dall’atmosfera familiare del podere, dalla mitezza del paesaggio e dall’ospitalità dei padroni di casa, elementi che sono sempre garanzia di una vacanza di tutto relax.

Un tempo su quest’area c’era soltanto un piccolo lago; oggi, invece, il podere comprende un gran casolare con una ricca offerta di specialità gastronomiche di carne e di pesce, davanti al quale trotterella in assoluta libertà un piccolo pony. E mentre la capacità ricettiva della struttura si limita a cinque bungalow, l’intero podere è attorniato da ben tre laghetti, tanto da sembrare un’isola al centro di una splendida superficie acquea.

Per quanto riguarda le occasioni di svago, la struttura dispone di due campi da tennis illuminati, un campo da beach volley, un parco giochi per bambini e, fiore all’occhiello del podere, nonché attrazione più amata dai bambini, un mini-zoo nel quale passeggiano in assoluta libertà pavoni, conigli, faraone selvatiche ed altri capi di selvaggina di piccolo taglio, ai quali, talvolta, s’unisce anche qualche capriolo.

Un ulteriore motivo per venire a visitare questo podere è rappresentato dal fatto che, nelle sue vicinanze, è possibile visitare le vigne di Ivan Enjingij, Vlado Krauthker, Petar Majetic, dell’azienda vitivinicola “Kutjevo” e di altri apprezzati produttori vinicoli croati.

Fonte: ?Bordo del turista del Croatia?

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L’olio di zucca come souvenir

Erschienen in: Croatia, Eccitamento, Gastronomy, Ricordo, Slavonia, Turismo
Erschienen am: 16.10.2007

La ricerca d’interessanti souvenir tipici della Contea del Medimurje ci ha portati nella località di Kotoriba, dove un’azienda agricola familiare produce prodotti molto utili e suggestivi souvenir “commestibili”.

Ci riferiamo al sanissimo olio di semi di zucca, contenuto in bottigliette dipinte a mano raffiguranti motivi della tradizione del Medimurje: colombelle innamorate, donne vestite con i costumi tradizionali ed altri motivi della tradizione regionale.

Quest’olio, ottenuto dalla spremitura dei semi delle zucche coltivate ecologicamente, è ricco di componenti che contribuiscono a diminuire il colesterolo nel sangue e, secondo i più arditi, è anche un ottimo afrodisiaco. È, inoltre, ricco di grassi insaturi, ha un’alta percentuale di carotene, di vitamina E e di potassio. La lecitina estratta da quest’olio aiuta nella prevenzione contro l’arteriosclerosi e contribuisce a diminuire il livello di colesterolo nel sangue. In 100 g d’olio di zucca ci sono 900 calorie: se state cercando di diminuire l’immissione di calorie nel vostro organismo, ricordatevi che per condire la vostra insalata è sufficiente soltanto un cucchiaino di quest’olio. Proprio come accade con l’olio d’oliva, il miglior olio di zucca è quello che s’ottiene dalla spremitura a freddo dei semi.

Fonte: ?Bordo del turista del Croatia?

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Sulle orme dei difensori della Patria

Erschienen in: Croatia, Slavonia, Sport, Turismo
Erschienen am: 15.10.2007

L’itinerario cicloturistico “Sulle orme dei difensori della Patria” è di recente entrato a far parte dell’offerta turistica di Vukovar e dei suoi dintorni.Negli ultimi anni, Vukovar ha registrato una forte crescita delle presenze turistiche; si tratta, per lo più, di turisti individuali, croceristi a bordo di navi che solcano le acque del Danubio e amanti del cicloturismo, impegnati nei cosiddetti “tours danubiani”. Proprio per questo motivo s’è pensato di creare un percorso cicloturistico che abbracciasse i punti più importanti della città e dei suoi dintorni. Lungo 38 chilometri, questo percorso parte dal centro della città e va verso il castello Eltz. Così i turisti avranno modo di conoscere non solo la recente storia bellica degli abitanti di Vukovar, ma anche alcuni aspetti della loro vita odierna. Stante la lunghezza del tragitto, lungo il percorso sono indicati i migliori punti per una sosta ed un po’ di ristoro (che non può prescindere da un bicchierino d’acquavite di produzione artigianale); ai turisti, inoltre, è offerta anche l’opportunità di assistere, in un negozio di souvenir della zona, alla produzione artigianale della “colombella di Vukovar”, vero e proprio simbolo cittadino assieme alla tristemente famosa torre idrica ed alla Croce sul Danubio.

Fonte: ?Bordo del turista del Croatia?

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Croatia Blog - 12.03.2010
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